In occasione del Premio Rotondi 2025, l’Archivio delle Mani Maestre si arricchisce di due testimonianze di straordinario valore: la mano di Jean-Baptiste Humbert, archeologo domenicano francese, e quella di Philippe Villeneuve, architetto capo di Notre-Dame.

Humbert ha dedicato il suo lungo impegno scientifico alla scoperta, al recupero e alla salvaguardia del patrimonio culturale di Gaza, in un tempo drammatico in cui parlare di tutela della memoria appare quasi impossibile di fronte alla devastazione. La sua presenza nell’Archivio assume così un significato profondo: quello di una testimonianza che va oltre il gesto, e che racconta la responsabilità di custodire ciò che resta.

Entra a far parte dell’Archivio anche la mano di Philippe Villeneuve, protagonista del complesso restauro della Cattedrale di Parigi dopo il devastante incendio. Coordinando oltre 1200 artigiani, restauratori e operai, Villeneuve ha trasformato una tragedia in un’opera corale di rinascita, dimostrando come la ricostruzione di un simbolo possa diventare patrimonio condiviso.

Il Premio Rotondi nasce nel 1997 grazie al giornalista Salvatore Giannella, che dopo un incontro quasi casuale con la storia del soprintendente Pasquale Rotondi ne intuì la forza e l’attualità. Durante la seconda guerra mondiale Rotondi guidò l’Operazione Salvataggio, mettendo in sicurezza migliaia di capolavori dell’arte italiana nella Rocca di Sassocorvaro e in altri siti del Montefeltro.

Se oggi possiamo ancora ammirare opere come la Tempesta di Giorgione o la Città ideale, lo dobbiamo al coraggio e alla lungimiranza di questo custode della bellezza, che “per 5 anni, 3 mesi e 8 giorni, mentre fuori divampava la guerra” proteggeva il nostro patrimonio, la nostra memoria e la nostra identità.

In occasione del Premio Rotondi 2025, l’Archivio delle Mani Maestre si arricchisce di due testimonianze di straordinario valore: la mano di Jean-Baptiste Humbert, archeologo domenicano francese, e quella di Philippe Villeneuve, architetto capo di Notre-Dame.

Humbert ha dedicato il suo lungo impegno scientifico alla scoperta, al recupero e alla salvaguardia del patrimonio culturale di Gaza, in un tempo drammatico in cui parlare di tutela della memoria appare quasi impossibile di fronte alla devastazione. La sua presenza nell’Archivio assume così un significato profondo: quello di una testimonianza che va oltre il gesto, e che racconta la responsabilità di custodire ciò che resta.

Entra a far parte dell’Archivio anche la mano di Philippe Villeneuve, protagonista del complesso restauro della Cattedrale di Parigi dopo il devastante incendio. Coordinando oltre 1200 artigiani, restauratori e operai, Villeneuve ha trasformato una tragedia in un’opera corale di rinascita, dimostrando come la ricostruzione di un simbolo possa diventare patrimonio condiviso.

Il Premio Rotondi nasce nel 1997 grazie al giornalista Salvatore Giannella, che dopo un incontro quasi casuale con la storia del soprintendente Pasquale Rotondi ne intuì la forza e l’attualità. Durante la seconda guerra mondiale Rotondi guidò l’Operazione Salvataggio, mettendo in sicurezza migliaia di capolavori dell’arte italiana nella Rocca di Sassocorvaro e in altri siti del Montefeltro.

Se oggi possiamo ancora ammirare opere come la Tempesta di Giorgione o la Città ideale, lo dobbiamo al coraggio e alla lungimiranza di questo custode della bellezza, che “per 5 anni, 3 mesi e 8 giorni, mentre fuori divampava la guerra” proteggeva il nostro patrimonio, la nostra memoria e la nostra identità.