«A cambiarmi la vita sono stati gli incontri, i volti, le storie, le fragilità, le sofferenze e le speranze.» — Don Luigi Ciotti
Il 10 giugno, nel cuore di Fabriano, l’evento La comunità educante in azione ha offerto un momento raro: quello di incontrare Don Luigi Ciotti e di raccogliere l’impronta delle sue mani per il progetto Mani Maestre.
Mani Maestre nasce per custodire non solo le mani del fare artigianale, ma anche quelle del fare in senso più largo: le mani che immaginano, che tessono legami, che si prendono cura, che lavorano per la pace. Quelle di Don Ciotti appartengono pienamente a questa seconda categoria: da oltre cinquant’anni in prima linea contro l’emarginazione e per i diritti di chi non ha voce.
Nel suo intervento, Don Ciotti ha toccato il valore della comunità, delle relazioni e della responsabilità condivisa. Ci ha lasciato un augurio che vale come bussola: vivere l’avvenire come una destinazione verso cui scegliere di andare, e non come un destino da attendere.
Oggi quelle mani sono memoria viva; il segno tangibile di chi, giorno dopo giorno, sceglie di costruire possibilità anziché aspettarle.
«A cambiarmi la vita sono stati gli incontri, i volti, le storie, le fragilità, le sofferenze e le speranze.» — Don Luigi Ciotti
Il 10 giugno, nel cuore di Fabriano, l’evento La comunità educante in azione ha offerto un momento raro: quello di incontrare Don Luigi Ciotti e di raccogliere l’impronta delle sue mani per il progetto Mani Maestre.
Mani Maestre nasce per custodire non solo le mani del fare artigianale, ma anche quelle del fare in senso più largo: le mani che immaginano, che tessono legami, che si prendono cura, che lavorano per la pace. Quelle di Don Ciotti appartengono pienamente a questa seconda categoria: da oltre cinquant’anni in prima linea contro l’emarginazione e per i diritti di chi non ha voce.
Nel suo intervento, Don Ciotti ha toccato il valore della comunità, delle relazioni e della responsabilità condivisa. Ci ha lasciato un augurio che vale come bussola: vivere l’avvenire come una destinazione verso cui scegliere di andare, e non come un destino da attendere.
Oggi quelle mani sono memoria viva — il segno tangibile di chi, giorno dopo giorno, sceglie di costruire possibilità anziché aspettarle.








