Il 15 luglio 2026 Villa Anita, a Sigillo, ha ospitato uno dei quattro appuntamenti di “Ripartiamo dai Territori”, il ciclo di incontri che da dieci edizioni porta in giro per l’Umbria la collaborazione fra Suoni Controvento e Rai Umbria. Il tema della serata, tra i più urgenti del nostro tempo, era la pace: voci e percorsi per costruirla, discussi davanti a un pubblico arrivato per ascoltare, fra gli altri, Don Luigi Ciotti e Rossella Miccio.
È proprio a lei, presidente nazionale di Emergency, che l’Archivio delle Mani Maestre ha scelto di dedicare la propria attenzione in quella serata, portando a Sigillo il proprio lavoro di raccolta e prendendo il calco delle sue mani.
Non è una scelta casuale. Da presidente di un’organizzazione che da oltre trent’anni offre cure gratuite e di alta qualità alle vittime di guerra, di mine e di povertà, Miccio guida oggi un’eredità costruita giorno dopo giorno da mani che hanno operato in ospedali da campo, curato ferite, salvato vite in contesti dove tutto il resto sembrava perduto. Alla guida di Emergency ha attraversato in prima persona alcune delle emergenze sanitarie più gravi degli ultimi anni, dall’epidemia di Ebola fino all’assistenza ai malati Covid a Bergamo nei mesi più duri della pandemia, portando sul territorio italiano la stessa attenzione e la stessa urgenza di cura che l’organizzazione applica da sempre nei teatri di guerra.
È per questo che le sue mani, più di altre, raccontano qualcosa che va oltre il gesto simbolico del calco: raccontano una vita spesa a scegliere, ripetutamente, la cura invece della rassegnazione, la presenza invece della distanza. In una serata dedicata a “un futuro di pace”, imprimere il segno di quelle mani nell’Archivio ideato da Patrizia Ramacci significa consegnare al futuro non solo un gesto artigianale, ma la testimonianza di un impegno concreto: quello di chi, con le proprie mani, la pace la costruisce ogni giorno sul campo, prima ancora che nei discorsi.
Il 15 luglio 2026 Villa Anita, a Sigillo, ha ospitato uno dei quattro appuntamenti di “Ripartiamo dai Territori”, il ciclo di incontri che da dieci edizioni porta in giro per l’Umbria la collaborazione fra Suoni Controvento e Rai Umbria. Il tema della serata, tra i più urgenti del nostro tempo, era la pace: voci e percorsi per costruirla, discussi davanti a un pubblico arrivato per ascoltare, fra gli altri, Don Luigi Ciotti e Rossella Miccio.
È proprio a lei, presidente nazionale di Emergency, che l’Archivio delle Mani Maestre ha scelto di dedicare la propria attenzione in quella serata, portando a Sigillo il proprio lavoro di raccolta e prendendo il calco delle sue mani.
Non è una scelta casuale. Da presidente di un’organizzazione che da oltre trent’anni offre cure gratuite e di alta qualità alle vittime di guerra, di mine e di povertà, Miccio guida oggi un’eredità costruita giorno dopo giorno da mani che hanno operato in ospedali da campo, curato ferite, salvato vite in contesti dove tutto il resto sembrava perduto. Alla guida di Emergency ha attraversato in prima persona alcune delle emergenze sanitarie più gravi degli ultimi anni, dall’epidemia di Ebola fino all’assistenza ai malati Covid a Bergamo nei mesi più duri della pandemia, portando sul territorio italiano la stessa attenzione e la stessa urgenza di cura che l’organizzazione applica da sempre nei teatri di guerra.
È per questo che le sue mani, più di altre, raccontano qualcosa che va oltre il gesto simbolico del calco: raccontano una vita spesa a scegliere, ripetutamente, la cura invece della rassegnazione, la presenza invece della distanza. In una serata dedicata a “un futuro di pace”, imprimere il segno di quelle mani nell’Archivio ideato da Patrizia Ramacci significa consegnare al futuro non solo un gesto artigianale, ma la testimonianza di un impegno concreto: quello di chi, con le proprie mani, la pace la costruisce ogni giorno sul campo, prima ancora che nei discorsi.







