Al Salone dell’Alto Artigianato di Venezia i maestri presenti erano davvero numerosissimi, e scegliere quali mani immortalare per l’Archivio delle Mani Maestre non è stato semplice. Avremmo voluto raccontarle tutte, ma era impossibile. Siamo però certi che questa raccolta continuerà, perché Venezia merita che i suoi artigiani — eredi delle mani che hanno costruito la sua meraviglia — vengano custoditi per sempre.
Tra i protagonisti di questa tappa, Agnese Lunardelli di Lunardelli Venezia, un’azienda capace di rinnovare la tradizione del legno attraverso un design contemporaneo che richiama il paesaggio veneziano, sospeso tra terra e cielo.
Accanto a lei, Stefano Vianello e il figlio Filippo, custodi di una tradizione secolare: quella del terrazzo alla veneziana, preziosa pavimentazione simbolo dell’area lagunare. Un sapere antico che continua a vivere nel passaggio di testimone tra generazioni.
L’Archivio ha poi incontrato Anna Campagnari, regatante veneziana e campionessa del remo, che ha trasformato la sua passione in un gesto creativo, dando vita e colore alle bandiere dipinte a mano che diventano il premio tipico delle competizioni di voga alla veneta.
Infine Enrico Zara, del Tabarrificio Veneto, che ha raccolto l’eredità del padre Sandro, produttore del tabarro da oltre cinquant’anni. Un capo identitario del veneziano e della pianura padana, qui raccontato anche attraverso la presenza del figlio Vittorio, con la speranza che un giorno possa proseguire questa storia di famiglia.
A Venezia, ancora una volta, il passato non è un ricordo fermo: è materia viva, trasmessa da mani che continuano a fare, custodire e reinventare.
Al Salone dell’Alto Artigianato di Venezia i maestri presenti erano davvero numerosissimi, e scegliere quali mani immortalare per l’Archivio delle Mani Maestre non è stato semplice. Avremmo voluto raccontarle tutte, ma era impossibile. Siamo però certi che questa raccolta continuerà, perché Venezia merita che i suoi artigiani — eredi delle mani che hanno costruito la sua meraviglia — vengano custoditi per sempre.
Tra i protagonisti di questa tappa, Agnese Lunardelli di Lunardelli Venezia, un’azienda capace di rinnovare la tradizione del legno attraverso un design contemporaneo che richiama il paesaggio veneziano, sospeso tra terra e cielo.
Accanto a lei, Stefano Vianello e il figlio Filippo, custodi di una tradizione secolare: quella del terrazzo alla veneziana, preziosa pavimentazione simbolo dell’area lagunare. Un sapere antico che continua a vivere nel passaggio di testimone tra generazioni.
L’Archivio ha poi incontrato Anna Campagnari, regatante veneziana e campionessa del remo, che ha trasformato la sua passione in un gesto creativo, dando vita e colore alle bandiere dipinte a mano che diventano il premio tipico delle competizioni di voga alla veneta.
Infine Enrico Zara, del Tabarrificio Veneto, che ha raccolto l’eredità del padre Sandro, produttore del tabarro da oltre cinquant’anni. Un capo identitario del veneziano e della pianura padana, qui raccontato anche attraverso la presenza del figlio Vittorio, con la speranza che un giorno possa proseguire questa storia di famiglia.
A Venezia, ancora una volta, il passato non è un ricordo fermo: è materia viva, trasmessa da mani che continuano a fare, custodire e reinventare.














